Comici Spaventati Guerrieri

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Comici
Spaventati
Guerrieri
di
Stefano Benni

Comici spaventati guerrieri Estratti da Comici Spaventati Guerrieri

Si infila gli occhiali. Si avvicina alla finestra, la squarcia. Appare al mondo,e  il mondo gli appare.

Da tempo ormai non vede più le cose, ma di ogni cosa ha un ricordo. Guarda il cuscino, ma non lo vede, vede una testa su quel cuscino. Guarda la poltrona e vede un gatto, un libro è un amico e così via.

Ormai però il pomeriggio è divenuto inquieto. Come quando si alza la testa e ci si accorge all’improvviso che si è soli.

Quel ragazzo è strano, è sempre allegro, perché? Che cos’ha da essere allegro?

Là è discesa ogni cosa della giornata, ed ora egli la esplora come una nave affondata, un relitto secolare. Nessuna luce arriva laggiù, nè quella delle lampade nè il bianco dei lenzuoli, dei camici,dei volti dei malati. Nessuna.

Comincia a piangere, piange sempre prima di sapere il perché.

Non tornerete a casa, amici. Vi aspettano i loro cancelli, le loro prigioni speciali, le loro normalissime armi, le loro banche di vetro nero, fondali di fango, nessuna traccia di vita, non è vita, chi ha detto che bisogna salvarsi ad ogni costo?

Così l’amore che è stato, resta. Ma quello che avrebbe potuto essere niente può dartelo, consolati.

Non ha mai dimenticato niente di ciò che ha visto e imparato. Può bastare per essere pazzi.

La compostezza di un esercito è la misura della collera dei suoi cittadini.

“Io apro macchine, garage e porte” dice Lee, “e sai perché lo faccio? Perché non mi interessa ciò che c’è dentro. Loro lo sanno e mi fanno passare.”

Non parliamone più, sono vecchi tempi. Sono stato via a lungo. Ho dormito. Il sonno è lo spazzino del rancore come sai.

Non ti starò ad ascoltare per molto. Sono abituato ai sogni, dove tutto succede subito.

Tutte le volte che guardi più profondamente una cosa trovi nuovo disordine, nuove particelle, figure nella polvere e tutto quello che sapevi di quella cosa salterà in aria.

Hai mai visto i matti guardare sempre nello stesso punto? Tu non sai cosa possono vedere e non sai perché resto sveglio e non voglio salvarmi ad ogni costo.
Ma i bastardi li vedo bene, sì, quelli sono ancora al loro posto pazzi di rabbia perché per una volta li abbiamo smascherati.

La mietezza è è un privilegio grande, ma il dolore la avvelena in un attimo.

E si affrettano a dare nuovi eleganti nomi alla loro corruzione, e ogni tanto parlano dell’uomo comune, ipocriti, l’uomo comune che vi piace è stupio e avido come voi.

E ci sarà alla fine una verità Lucia e scopriremo la verità, perché se c’è solo un po’ di verità c’è speranza e chi l’ha fatta brillare ha fatto abbastanza.

Ma se almeno ascoltassero, se capissero che l’altra metà di verità per quanto si può raccontare solo urlano è l’altra metà necessaria, non si può togliere via, non si può dimenticare, alla fine solo il dolore esiste come esisto io, un matto per strada, un matto è una persona che non sa dove andare.

Non guardarmi, ti dico, questo è un sentiero per comici spaventati guerrieri e io non voglio nè vincere nè perdere, solo che tu mi ricordi

 

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