Hanno ammazzato Facebook, Facebook è vivo

Share

Facebook è morto?

 

Durante questo Febbraio 2014 Facebook sta risorgendo. O forse sono gli ultimi rantoli prima di spirare. Ma rantoli belli lunghi tipo le parodie delle scene di morte nei film.

Comunque sia, sono successe tre cose degne di nota:

1. Facebook ha annunciato che i suoi utenti negli Stati Uniti possono scegliere un genere personalizzato per il proprio profilo sul social network. Non più solo maschio o femmina. Le nuovi opzioni di genere sono state scelte lavorando con vari gruppi di attivisti. Gli articoli che ho letto in proposito sono discordi: chi dice che siano 10, chi addirittura 50, i termini per descrivere il genere di appartenenza di un utente. Ho provato a immaginarli e non sono riuscita a superare le 7 definizioni, e ci ho messo anche un po’ di fantasia. Deve essere come la storia della neve in linguia Inuit.

Non ci sono ancora previsioni sulle tempistiche dell’aggiornamento della funzionalità anche in Europa. Ma quando succederà, temo per la salute di Giovanardi.

Di per sé questo aggiornamento può lasciare indifferenti, o essere accolto come una furba ruffianeria. Ma le parole sono importanti, lo sappiamo. Pensiamo come parliamo. Conoscere i termini fucsia, viola, rosa, cipra, indaco, ci fa riconoscere meglio i colori? Forse sì, ma solo a noi femmine.

2. Facebook ha acquistato WhatsApp, che faceva gola anche a Google. La cifra pagata per l’operazione è altissima, si parla di 19 miliardi di dollari. In molti hanno pensato che sia un prezzo esagerato, segno del disperato tentativo di Zuckerberg di rafforzarsi rispetto alla concorrenza, sempre più agguerrita e competente. Mi piacerebbe concordare, visto che nei confronti di Facebook provo sentimenti controversi, simili a quelli che prova una ex ragazza per l’ex tipo che è diventato un amico. Ma, nonostante l’ascesa di altre app –  vedi su tutti Telegram – per ora WhatsApp è il mezzo di comunicazione preferito dagli under 30, e nel corso del secondo trimestre dell’anno consentirà telefonate via VoIP. Inoltre, vista l’enormità dei contatti che Facebook e WhatsApp raggiungono, le informazioni sui consumatori e le potenzialità pubblicitarie su Mobile sono davvero notevoli.

3. Last but not least, sono tornata.

Tutte le ragioni per le quali ero andate via – leggi la mia confessione di timidezza qui – sono ancora valide, ma sono una debole. Di fronte all’ennesimo invito ad un’uscita iniziato con le parole: “Mi stavo scordando di te perché non sei più su Facebook…” ho capitolato. La cruda realtà è una sola: mi sono disinnamorata di Facebook, solo che voi siete ancora tutti li!

Ma il primo post che ho scritto è stato su Google+, ecco.

preferisco Google+

Vado ad aggiornare i miei contatti, ci metto anche il profilo Facebook, questo qui.

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *