Intervista a Enrico Sanseverino di PostFarm

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Introduzione a Post Farm

Conosci la striscia a fumetti di PostFarm? Una striscia all’avanguardia di Sanseverino e Repetti, dai valori universali. Toni disincantati, cinici, ironici, per rappresentare la società postmoderna.

Intervista a Enrico Sanseverino, autore dei testi di PostFarm, disegnata dal socio Alberto Repetti.

Enrico, napoletano, è un uomo dallo humour tagliente e dalla simpatia contagiosa. Un non nativo digitale che ripone molta fiducia nelle possibilità offerte dalla tecnologia alla generazione millennial.

L’ho intervistato tramite chat. Sopra ogni mia domanda, vedete la mia faccia, le risposte sono di Enrico. E anche lui ci mette la faccia.

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Ogni animale estremizza una parte di noi, pur non essendo uno stereotipo. Abbiamo tutti qualche caratteristica tra quelle che descrivete, possiamo riconoscere nei protagonisti di PostFarm i nostri punti deboli. Il tuo qual è? Tu sei più affezionato a uno dei tuoi personaggi?

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Io amo molto Spoofer che riflette il completo spaesamento dell’uomo postmoderno, è confuso. È uno che ama la vita, e che la vive momento per momento, non come me che guardo sempre al futuro. È molto amato dalle donne in quanto inquieto, ma questa sua inquietudine sparge solo infelicità. Blatera di avere famiglia, figli, ma alla fine sono solo elucubrazioni.

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A proposito di Spoofer. Non mancano in PostFarm riferimenti colti. Nel concepire Spoofer, per esempio,  pensavi a Furore di John Steinbeck

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Esteticamente sì, volevo un cane povero, di campagna.

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In un’intervista a radio CRC tempo fa dicevi che PostFarm testimonia “Una società viva che non si arrende perplessa e in transizione”. Sono anche le caratteristiche di Spoofer, sbaglio?

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Sì, diciamo che quello è il lato positivo di Spoofer, che fondamentalmente ha una deriva nichilista piuttosto forte.

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Sembra che il vostro pubblico sia stato e sia per la maggior parte femminile. Pensi sia dovuto a PostFarm, alle lettrici che sono sempre state più numerose dei lettori, o alla tecnologia scelta?

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Penso che sia molto per il personaggio di Gladys. Gladys è un bell’esempio di donna, secondo me, disincantata ma non persa.

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Un personaggio che adoro, in effetti. Ma anche vedere le contraddizioni maschili è bello per noi donne. PostFarm “cita” il mondo di Lupo Alberto e quello della Fattoria degli Animali, un background di fumetti e letteratura. Ti ritrovi in questa definizione?

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È stato molto visto l’accostamento con Lupo Alberto, la verità è che la fattoria è un microcosmo perfetto per descrivere la società. E forse ce ne abbiamo messa troppa, di letteratura.

 Il prossimo Post Farm

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È il momento dalla domanda che più mi preme in quanto vostra fan: ma dove siete finiti?

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Abbiamo deciso di sospendere Post Farm su Facebook perché il riscontro era molto inferiore allo sforzo prodotto.

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Ma l’intenzione dichiarata “tre uscite l’anno, più uno speciale a tema” rimane valida?

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Pubblicare tre contenuti originali alla settimana per un anno e ritrovarsi con 1100 fan secondo me è un risultato deludente. Questo si ricollega al problema Facebook. Il materiale per uscire con questa cadenza l’abbiamo, il problema è l’utilità.

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Se il contenuto che non manca. Perché non pubblicarlo?

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Allora, questo attiene al tema autoprodursi in digitale. Noi abbiamo già due libri pronti ma a che serve farli uscire se il giro di persone in cui risuona tutto è sempre lo stesso? Mi sembra inutile, sterile.

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Tu vedi l’ironia nella realtà e la racconti. Sopraffatto da tanta ironia o non riesci più a vederla?

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No, l’ironia mi accompagna sempre. Questi sono tempi di farsa quindi molto divertenti, mi diverto molto su Facebook, per la verità. postfarm facebook

Il lato Social di Post Farm

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Chi gestisce la vostra pagina Facebook?

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Ce la siamo sempre gestita da soli, ma si è fermato alla cerchia di pochi fan

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Facebook è centrale per la vostra produzione: vi siete conosciuti sul social network e il tam tam è iniziato da li. Siete presenti su altri social?

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No, abbiamo provato Pinterest, ma in Italia è di nicchia.

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Avete mai pensato a una vera strategia sui social, o di affidarvi a qualcuno per redigerla?

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Per la verità no, anche perché nell’anno in cui abbiamo lavorato Facebook ha iniziato a chiudere progressivamente la visibilità delle pagine che non spendono, ce ne siamo accorti chiaramente

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È vero, ma il vostro è un fumetto valido, ricco di contenuti originali e Facebook è solo una parte di internet. Il vostro nasce come un prodotto dalle caratteristiche social. La presenza su altri network è troppo impegnativa o l’avete scartata perché pensate sia un’inutile replica di Facebook?

enrico-sanseverino

Beh, Google plus non l’abbiamo esplorato proprio: su Twitter invece abbiamo aperto un account, ma abbiamo fatto pochissimi follower in circa sei mesi.

 Self Publishing e Post Farm

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Quindi, tirando le somme, alla luce della tua esperienza cosa pensi del self publishing?

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Che se non hai un buon addetto stampa non serve praticamente a nulla. Sempre che il tuo prodotto sia valido, ovviamente. E non lo so se il nostro lo era. Al di là di qualsiasi pessimismo, la possibilità di autopubblicarsi praticamente a costo zero rimane una opportunità straordinaria.

Ringrazio Enrico per la disponibilità.

Se hai qualche domanda per Enrico, scrivila nei commenti.

Il prossimo post sarà una pausa nella serie sul self publishing, poi continueremo ad approfondire il tema.

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*le immagini linkate alla fonte sono tratte dal sito Post Farm la striscia

 

 

3 pensieri riguardo “Intervista a Enrico Sanseverino di PostFarm

  1. Capisco il problema relativo ad “autoprodursi in digitale”. Facebook praticamente uccide questi contenuti di nicchia molto interessanti (ma l’obiettivo di facebook è monetizzare l’offerta di visibilità e puntare sulla massa). E così una nicchia non può crescere. A meno che non si guardi il problema da un punto di vista più ampio: perchè non puntare sulla produzione di contenuti ad hoc, ottimizzati Seo, per proporsi a un pubblico più interessato (dato che inizierebbe ad arrivare dalle Serp di Google)? Attirando maggiore traffico sul sito web sarebbe anche più semplice pianificare una strategia social. L’importante è posizionarsi bene per le query di chi cerca questo tipo di fumetti. Puntare a determinati tag e parole chiave e pensare a come veicolare la striscia più che alla striscia in sè (post e strategie mirate potrebbero portare un personaggio – Spoofer? – a uscire dalla striscia eccezionalmente proprio per promuoverla (contenuti/post/adv esclusivi). Chiaramente per una cosa del genere serve sapere bene cosa fare e quale obiettivo raggiungere. Io ho provato a dare qualche suggerimento utile perchè questo fumetto ha valore ed è un peccato che dai social non si riesca ad afferrarlo.

    1. Grazie Andrea per il contributo. Dopo un post-break riprenderò il discorso. Parlerò delle piattaforme di self publishing e della promozione del libro autoprodotto. Assolutamnte sì per il SEO, come parte di una strategia di marketing.

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