La Grande Bellezza – qualcosa mi ha disturbato

La Grande Bellezza

Le tre notizie del giorno: Oscar a Sorrentino, crolla Pompei, e la Lukyanova vive d’aria.

Se il nostro agire fosse guidato dalla bellezza saremmo salvi.

La Grande Bellezza è per me salvaguardare Pompei e la Reggia di Caserta, il patrimonio ambientale della Sardegna, il territorio e i paesaggi di un’Italia devastata dall’abusivismo edilizio, dalla mafia e dal malaffare, dalla corruzione, dall’incompetenza e dall’iniquità.

Pompei crolla, la Reggia cade a pezzi.  E sì che il valore economico del turismo non dovrebbe avere certo un senso oscuro in Italia, e neanche astratto, se si parla persino di una procedura aperta dalla Corte dei Conti contro le agenzie di rating che hanno declassato l’Italia, senza aver tenuto conto, nella valutazione, dell’immenso patrimonio storico e artistico dell’Italia.

“L’accusa è inconsistente, superficiale e priva di ogni fondamento.” replica Standard and Poor’s.

E gli si può dare torto con facilità?  Una raffica di vento e crolla il Paese.  Due gocce d’acqua e si bloccano le città. E i politici si riuniscono, e i dipendenti se la svignano, e i responsabili delegano, e le colpe si rincorrono.

E non parlo di vento metaforico, ma dell’evento meteorologico, delle emergenze continue.  Nei primi 20 giorni del 2014 in Italia ci sono stati 110 eventi catastrofici tra frane e alluvioni*.

*Per approfondire il tema del dissesto idrogeologico consulta il webdoc Dissestoitalia: è il risultato di un’inchiesta multimediale sul dissesto idrogeologico, un progetto di Ance, Architetti, Geologi e Legambiente  realizzato dal gruppo di giornalisti indipendenti di Next New Media.

Accanto all’inevitabile, alla tragedia, c’è la stupidaggine e l’incapacità di vedere la bellezza. E Città della Scienza bruciata** è solo l’esempio estremo di tanta cecità.

** Il 07 marzo  alle 19.00, presso lo Studio Trisorio di Napoli sarà inaugurata la mostra Still in Life di Raffaela Mariniello sul rogo di Città della Scienza.

I due Patrimoni dell’Umanità di cui ho appena parlato sono stati riconosciuti dall’Unesco nel 1997, lo stesso anno dell’inizio della catastrofe per l’agro di Furtei, nel sud della Sardegna.

Nel 1997, con un investimento di oltre 13 milioni di dollari, la società Sardinia Gold Mining ha realizzato quattro miniere a cielo aperto nel Comune di Furtei.  Miniere che hanno prodotto 300 ettari di fanghi tossici e un bacino idrico acido, contaminato dal cianuro, che si sta allargando sempre di più. E che potrebbe contaminare i terreni circostanti, con danni enormi per l’agricoltura del medio Campidano.

Civitavecchia - Pirgo

La grande bellezza sarebbe un buon criterio per decidere come gestire i fondi di un Paese: investo nella ricerca, nella prevenzione, nell’ecologia? Lascio che Civitavecchia soffochi nel carbone?  Che Taranto si avveleni? Investo per ricostruire L’Aquila, o per crearla ex novo in un punto a caso? Investo e creo posti di lavoro per mettere in sicurezza i centri storici o allargo ancora un po’ –  e scavo e trivello e uso la sabbia al posto del cemento?

Paolo Sorrentino, nel suo discorso nel ritirare l’Oscar ha ringraziato le sue fonti d’ispirazione***, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschi, ha ringraziato Paolo Sorrentino.  La grande bellezza dei politici. Renzi ha buttato lì una frase sulle capacità italiane, Giorgio Napolitano ha parlato di “Una splendida vittoria per l’Italia”.

*** testualmente “Grazie alle mie fonti di ispirazione, i Talking Heads, Federico Fellini, Martin Scorsese, Diego Armando Maradona.

Qualcosa mi ha disturbato, non lo so esattamente che cosa, ma mi ha disturbato (cit. This must be the place – di Paolo Sorrentino, appunto).

La grande bellezza se decantata in maniera inopportuna, fuori luogo e fuori contesto, mi ha fatto persino vergognare in un passato non lontano (minuto 4:03).

La grande bellezza non è Valeria Lukyanova, una Barbie umana su cui si scrive di continuo sul web. Il mio senso del bello si smarrisce quando leggo l’ultima inutile notizia su Yahoo!  che dice , testualmente: “ha affermato di seguire le regole del breatharianismo. In altre parole, si tratterebbe di riuscire a sopravvivere senza mangiare.”

Anche qui, c’è qualcosa che mi disturba. Non so dire bene cosa.

La Grande Bellezza, nel film, è la regia, gli ampi spazi, i contrasti, le storie accennate, la disperazione visibile, la vita come un triste circo, l’omaggio a Fellini e al suo cinema. La competenza, il saper fare.

Se devo essere sincera, la grande bellezza mi ha annoiata.

Viva viva la Grande Bellezza!

 

2 pensieri riguardo “La Grande Bellezza – qualcosa mi ha disturbato

  1. Si, la grande bellezza ha annoiato anche me e aggiungerei che mi ha stancato…
    Nel periodo che stiamo vivendo di un’Italia stanca, ma non solo nel senso di stufa, annoiata, ma proprio nel senso di ferma, statica, in cui si osservano le nostre tanto amate bellezze cadere senza fare molto per curare e nulla per prevenire i danni, avremmo bisogno di una grande bellezza dinamica, che ci dia una scossa.
    E con questo, torno al tuo incipit “Se il nostro agire fosse guidato dalla bellezza saremmo salvi.”

    1. Ciao Silvia. Bellezza dinamica contro bellezza statica, hai trovato un modo perfetto, secondo me, per esprimere il tutto!
      Il concetto di dinamicità dovrebbe accompagnare quello della bellezza, in continuo mutare. Che non significa che dobbiamo abbattere i reperti archeologici, ma non contare solo su quelli. E significa anche rispettarli, restaurarli, proteggerli dal tempo che passa.
      E la dinamicità della bellezza come punto focale da cui partire può essere estesa su tutto, anche sul sistema di valori che ci siamo costruiti negli anni.

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