Lo scherzo finito male dei The Show

La comunicazione della paura nel mondo del Condivido quindi esisto

Lo “scherzo finito male” è un video dei The Show che sta facendo il giro della rete, ed è un’assurdità. Ho cercato di modificare opinione, o almeno di trovare un modo diplomatico di esprimermi, ma non ci sono riuscita.

Possibile che io sia diventata come il Moige e pensi che le nuove generazioni (ovviamente, mentre lo scrivo, mi faccio il verso imitando una vecchietta, curva e con le guancette infossate – perché io da vecchia m’immagino esattamente come fossi un fumetto di Leo Ortolani) siano state corrotte dalla tecnologia?

Non esistono più i valori di una volta, questi giovinastri che ciattano su fessbuch sono tutti delinquenti! Ai miei tempi sì che si sapeva cosa fosse il rispetto!

Basta Nonna Landa, non ti agitare, che sputazzi quando parli agitata e poi ti vola via la dentiera come l’ultima volta che abbiamo dovuto rincorrere il cane per riprendercela, ed è stata una faticaccia che guarda, eh! Che non si ripeta più. Buona adesso, su.

Non si può incolpare un fumetto o un videogame per gesti assurdi compiuti da ragazzi e adolescenti. Eppure è vero che la comunicazione forma il pensiero, le opinioni, i valori, e quindi la percezione stessa della realtà. E la comunicazione è tutto ciò che si condivide, di sé con gli altri e tra gli altri.

Torno a bomba: due ragazzi milanesi, i The Show, realizzano video che caricano su YouTube. Sulla loro pagina Facebook la descrizione dice: “Esperimenti Sociali, Scherzi e tanto altro. Come reagirà l’italico popolo (laggente) a comportamenti fuori dal comune e ben oltre il limite della demenza?”.

E quale brillante esperimento sociale conducono? Si fingono una gang – volto coperto da maschere bianche e mazze da baseball in mano – con attori complici nelle parti delle vittime, aspettano un’occasione buona, di sera, in posti semideserti, e inseguono i passanti terrorizzandoli, sì, ma per scherzo.

 The Show - Lo scherzo alla Arancia Meccanica

Una ricerca scientifica dimostra che le persone più empatiche non sempre conoscono il significato della parola “empatia”

Ora, a parte che condurre un esperimento sociale del genere è utile come certe ricerche dell’Università del Wisconsin o di Vattelapesca che dimostrano che i peti sono maleodoranti, ma anche il siparietto inscenato è fuori tiro rispetto allo scopo dichiarato di ricerca del demenziale.

Come reagirà il popolo italico (sì, sono di nuovo Nonna Landa che fa il verso ai giovinastri) a una banda di individui inquietanti che stanno picchiando un ragazzo armati di mazze?

Se lo chiedevi a me, ti risparmiavi la fatica dell’esperimento sociale. E i soldi della ricerca universitaria.

Se la fanno sotto. E puzza.

Sembra che tutti però, dopo essersela fatta sotto, abbiano accolto con sollievo la spiegazione:

“Cosa, scusa?”
“È uno scherzo per il nostro canale YouTube”
“Cosa?”
“Siamo youtuber, facciamo video per il web.”
“Scusa?”
“Abbiamo un sacco di like, firmi la delibera?”

Tutti tranne uno. Un uomo che s’arrabbia a bestia quando urlano “è una candid camera!”

I The Show pubblicano il video di quest’eccezione e commentano i vari momenti. Le loro osservazioni mostrano un’ingenua mancanza di empatia.

scherzo-the-show

… e l’uomo finito malissimo nello zoo di New Delhi

Io ho immaginato la vittima un padre di famiglia. Magari ha un bimbo piccolo, e come tanti lavora molto e guadagna poco. Torna a casa, probabilmente stanco, ed ecco che gli capita una cosa da farsela sotto.
Io immagino i pensieri, la paura vera, il cuore che sobbalza: “Ma guarda che ultima giornata di merda mi doveva capitare” perché, probabilmente, se vedi un gruppo così assortito pensi “delinquenti”, e quindi puoi persino arrivare a temere che sia il tuo ultimo giorno.
Ecco, quel che ho pensato: “Deve avere avuto proprio paura”, nulla di inspiegabile nella sua reazione. Il terrore non lo senti per scherzo.

Ma era anche una ragazzata?

Qui mi sono iniziata a sentire Nonna Landa. C’è un modo, relativamente nuovo e ancora poco analizzato, di fruire dei media.
Non si tratta del sangue finto in un videogame.
È questa una generazione abituata, in qualsiasi parte del mondo si trovi, a guardare scene di real life provenienti da ogni parte del mondo.
È una generazione che vede paura e violenza reali: animali maltrattati, uomini ammazzati, decapitati, appesi, freddati per strada, sbranati dalle tigri nello zoo. Sempre dietro un filtro, il video. Filmiamo, guardiamo, condividiamo e ci chiediamo nessuno ha fatto niente?!

No, nessuno ha fatto niente se non aspettare di vedere come andava a finire.

Riusciamo ancora a identificarci nella paura?

2 pensieri su “Lo scherzo finito male dei The Show

  1. hai perfettamente ragione! questi si ispirano ad Arancia Meccanica ed altri esempi di vera-violenza e finta-ragazzata per attuare comportamenti assurdamente cattivi, capaci di far male e indurre ulteriore insicurezza sociale. Vanno responsabilizzati e PUNITI ! E messi all’angolo per non creare altri proseliti ! Guardate in questi giorni, ben due episodi di gravi menomazioni fisiche (e morali?!! indimenticabili per la vittima) per gruppi di ragazzi che hanno sodomizzato loro coetanei inermi con aria compressa o attrezzi da palestra…faccio fatica solo a ripeterle certe cose. Violenze di gruppo…tutti ignavi e tutti da condannare e punire, sperando che loro e altri finalmente CAPISCANO (pure quei genitori che li difendono)

    1. Savina, hai centrato in pieno un punto, secondo me: vera violenza e finta ragazzata.
      Il confine tra le due cose non dovrebbe essere così difficile da individuare.
      Ciò che è successo al ragazzo di Napoli, poi, è davvero grave, e per quanto non paragonabile – negli effetti -allo scherzo finito male dei The Show, io sospetto abbiano la stessa radice culturale.

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