Comunicare è non procrastinare

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Pigro come un gatto

Comunicare è Allegria!

Ci deve essere stato un momento in cui i miei pensieri sono diventati prepotenti nei confronti delle mie azioni.
Penso di dover agire in un determinato modo, di dover fare delle scelte, di dover comunicare delle cose. Le immagino, le visualizzo, le vivo e le ripercorro nella mia mente.

E le cristalizzo nel pensiero, senza tradurle in pratica.

Si fanno pesanti come macigni, mi pesano nell’anima, nel cuore, nella mente,  ma soprattutto nel corpo. Perché è una sensazione fisica, che mi spinge a fondo, come ci fosse un vero peso che non mi fa stare a galla, in un mare d’aria soffocante.
Le parole non dette, le telefonate non fatte, le azioni non intraprese, mi affaticano, mi affannano, mi distruggono.
Penso, intuisco il momento, so che dovrei agire in un determinato modo, ma non riesco, non agisco affatto.

Azione è comunicazione, e rimandare l’azione, procrastinare la comunicazione rende il quotidiano un luogo ostile. Spezzare il meccanismo non è semplice, e infatti ne ho già parlato qui.

Mi è già capitato, ho già sperimentato altre volte questa condizione. L’ho spezzata, e si è riaffacciata, è un’alternanza che temo non finirà mai. Per sopravvivere ci navigo attraveso.

E dato che spero di non essere l’unica a lottare col demone del posposto, condivido quel che ho imparato su come combatterlo. Le mie vittorie sono temporanee, ma cicliche. Spero che gli altri siano più costanti di me nella messa in pratica dei buoni consigli. Anzi, dei 10 propositi da mettere in atto per smettere di procrastinare. Mi sembra un termine più adeguato, visto che ci ricasco spesso come chi smette e riprende di fumare.

Come smettere di procrastinare in 10 punti

  1.  Ci sono azioni, scrivere su un blog, controllare i conti, fare certe telefonate, da cui non possiamo prescindere per portare a termine il nostro progetto. Spesso sono proprio i primi step ad essere i più difficoltosi. Quindi, che tu debba scrivere un post o disegnare una tavola, creati una nuova abitudine semplice e veloce da fare prima, in modo che il primo step si trasformi nel secondo. E’ psicologia spiccia, per questo il più delle volte funziona. Per esempio puoi bere una cioccolata, telefonare ad una persona, controllare che tempo fa a Cochabamba, leggere il giornale locale di Poggibonsi.
  1. Cogli l’attimo, sii pronto a prendere appunti! Se ti viene un’idea – una scaletta, una bozza – scrivitela subito, fai in modo di poterlo sempre fare. Non ti basta lo smartphone e ti serve un piccolo block notes? Portatelo. E’ poco gentile, lo so, tirare fuori carta e penna mentre si parla con qualcuno, ed è scomodo farlo se sei a spasso col cane. Ma è proprio nei momenti meno opportuni che noi procrastinatori saremmo ben disposti verso ciò che solitamente ci atterrisce. Anche qui, psicologia spiccia, è facile intuire perché: ci forniamo una scusa bella e buona per rimandare.
  1. Datti piccoli obiettivi misurabili. Qualunque sia il tuo fardello, puoi suddividerlo. Se devi scrivere un saggio in 10 volumi sulla storia evoutiva dell’influenza dello scappellamento a destra sull’antani, il tuo primo obiettivo non è il primo volume, nè il primo capitolo. E’ il primo titolo. (E che metafora, eh!)
  1. Distraiti. Un altro po’?! – dirati tu – Sì, ma fallo sul serio, perché tanto lo so che hai il chiodo fisso lì, anche se fai finta di non pensarci. Per distrarti davvero concediti qualcosa di quel che di solito ti vieti, in vista di un compito. Tipo lo studente universitario che si chiude in casa prima di un esame e non riesce a studiare, è meglio sacfricare una sera di studio e uscire con gli amici, per tornare carichi e motivati al proprio compito.
  1. Lima. Smussa. Ridimensiona il tuo pensiero sul fardello. Forse non è così pesante.
  1. Perdonati. Scatta un senso di colpa in chi antepone che blocca ancor più gli ingranaggi. Se non hai fatto ieri, oggi non devi per forza fare per due.
  1. Inizia, potresti sorprenderti e scoprire che recuperare il tempo perso non è una frase pienamente sensata, ma ha un suo perché.
  1. Allenati al coraggio. Esagerato? Forse sì, ma ti dico come la vedo io. Quel che blocca ognuno di noi, in qualsiasi cosa, nel 90% dei casi è la paura. Spesso è talmente sottile che non la riconosciamo. Schemi, organizer, agende e tabelle di marcia sono parte di questo allenamento. Estendilo in più campi possibili della tua vita.
  1. Prova cose nuove ogni giorno. Non è necessario che sia qualcosa di immenso. Una ricetta, una lettura, uno sport, una persona. Da un lato fa parte dell’allenamento di cui sopra, dall’altro è puro nutrimento per la mente.
  1. Datti un proposito che sia solo tuo.

I motivi per cui ci si ricasca? Si smette di seguire uno dei 10 punti. Ed ecco, per fissarceli in mente, una simil infografica 🙂

Infografica

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4 pensieri riguardo “Comunicare è non procrastinare

  1. Anch’io non posso negare che sia un post utile, direi molto più sentito e pieno di umanità di molti altri che leggo sull’argomento…..non so se definirmi un procastinatore DOC ma comunque ho anche io le mie difficoltà che molto bene hai descritto nell’introduzione e contro cui hai cercato di elaborare antidoti nel 10 propositi.
    Se vai a vedere il mio blog ho fatto un primo timido tentativo di invertire la rotta con un post scritto oramai un bel po’ di tempo fa….ma non ci siamo ancora….perché comunque quella come tante altre cose nella mia vita professionale sono work in progress!
    Mi viene da rifugiarmi nel proposito n°6 ma non so se ne ho i requisiti!!!

    1. Perdonarsi non significa fermarsi, ma iniziare.
      Il tuo tentativo – l’ho letto – è molto sincero, non abbandonarlo.
      Mi pare di capire che volevi scrivere di più dall’ultimo post, giusto? Non importa, fermati solo un secondo a perdonarti. Se ti perdoni davvero, smetti di rimpiangere quel che non hai scritto fino ad ora, e inizi a scrivere.

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