Social SEO: dalle keyword alle entity

Non esiste una vera Social Seo, esistono pratiche SEO  e strategie sui social. Ma non esiste nemmeno pane e nutella. Esiste il pane e la nutella.

Ci sono molte settorialità nel web marketing, ecco perché serve un piano di marketing, per armonizzare le parti. Io credo che l’attenzione ai contenuti sia il cuore di tutte le azioni del web marketing.

E credo anche che la social seo sia un’ottima palestra per pensare ad un piano editoriale in ottica di entità, e non di sole parole chiave. Cercherò di spiegarmi dividendo l’argomento in 4 parti:

  1. Social Network e motori di ricerca
  2. Social Network e Reputazione on line
  3. Un piccolo esempio di analisi sui social
  4. Perché la social seo può aiutarti nel passaggio dalle keyword alle entity

Dalla parte dei Search Engine

Per quel che riguarda l’ottimizzazione social per i motori di ricerca:

  • i social signals sono considerati tra i fattori di ranking di una pagina: se gli utenti interagiscono, gradiscono. Segni di social appreciation (like, +1, tweet preferiti,pin..), commenti e condivisioni sono indice di apprezzamento degli utenti
  • il social building affianca il link building. Così come non tutti i link hanno lo stesso valore, non lo hanno neanche tutti gli account con cui interagisci
  • Quindi anche senza la faccina in SERP data dall’authorship markup di Google, esiste ancora il concetto di author rank e reputazione online, l’autorevolezza di una fonte significa credibilità, e fiducia da parte degli utenti.
  • Cerca tu stesso quel che ti interessa con il social searcher
  • Segui ciò che interessa la rete: un modo per iniziare l’ascolto on-line è dare un’occhiata a GoogleTrend

 

Dalla parte degli utenti

Per incentivare la condivisione delle pagine offri sempre contenuti di qualità nei giusti modi. Qualche suggerimento, valido per ogni tipo di sito:

  • Fatti conoscere: scrivi con il tuo stile sulle tue esperienze, interagisci per primo nelle community di settore, non aver paura di condividere altre fonti, se ritieni siano interessanti per i tuoi utenti.
  • Implementa sul tuo sito in maniera chiara e visibile sia i pulsanti di condivisione social, che quelli per seguirti sugli altri tuoi profili social
  • Come sempre, stabilisci degli obiettivi chiari, misurabili e realistici. Monitora i risultati aiutandoti con la sezione Social di Google Analytics (più sotto trovi un esempio pratico)
  • Puoi differenziare la meta description degli articoli del tuo sito per lo snippet dei social network rispetto all’anteprima dei motori di ricerca, per contestualizzare meglio il contenuto rispetto al fruitore immaginato

Un esempio pratico di Social Seo

Prendo in analisi alcuni aspetti del blog Landa Comunicanda con l’aiuto di Google Analytics. Il 20 ottobre, lunedì, condivido sui principali social network una guida semplificata alla SEO, pubblicata il sabato precedente, 18 ottobre.

Solitamente è da Facebook che ricevo più visite, e in generale Facebook è ancora un social network molto forte. L’argomento trattato, però, per sua natura doveva generare più acquisizioni da LinkedIn.

L’acquisizione dai social network verso il blog, su Google Analytics, quel giorno è del 48%:

social seo

e i network che hanno contribuito maggiormente sono:

Social Seo

È da notare l’assenza di Google+ tra i primi 4 social. La mia quasi totale assenza da BigG, nonostante il mio dichiarato amore per lui, è consapevole e colpevole. Le community di Google+ sono ottimi luoghi di socializzazione e condivisione.

Nella sezione del flusso degli utenti provenienti dai social – il percorso è Acquisizione –> Social –> flusso di Utenti – puoi confrontare volumi e modelli di traffico degli utenti. Se aggiungi delle metriche nella fase di analisi, avrai modo di misurare più accuratamente i tuoi obiettivi. Per esempio: percentuali a confronto di utenti vecchi e nuovi, di sessioni senza rimbalzo, o di utenti che hanno effettuato un acquisto. Inizia scegliendo dal menu “Aggiungi segmento” tra le voci predefinite.

Social Seo Flusso Utenti

Nella figura sopra, la parte rossa rende a colpo d’occhio la perdita di lettori dopo la prima pagina di destinazione. Il flusso di utenti che arriva alla terza interazione è esiguo, ma costante. Si parlava di obiettivi realistici, no?

È fondamentale prestare attenzione alle pagine di atterraggio delle interazioni successive alla prima. Le si può confrontare per segmenti temporali con le pagine di destinazione della ricerca organica e di tutti i referral: è un ulteriore metodo di ascolto online.

Dalle keyword alle entity

Il rank di un sito rispetto ad un’entità definita, l’aromento principe del sito, influenza il risultato di ricerca ad una data keyword, più di quanto il dominio e il sito siano ottimizzati per quella stessa parola chiave.

Il concetto alla base dell’algoritmo di Google rimane quello dell’esperimento, oramai terminato, dell’author rank: migliorare la user experience con la comprensione semantica del web.

Per fare un esempio, se cerco una sistemazione nella capitale ho mille modi di esprimere la mia domanda. Se scrivo “hotel vicino termini”, è più pertinente hotelvicinotermini.it o la pagina dedicata di TripAdvisor?

Per approfondire il concetto di entità, e su come è usato da Google Hummingbird vi linko dall’immagine dello schema di Gianluca Fiorelli il suo video “Teach Google About Your Entities by Using Topical Hubs”:

keyword_entitàLa costruzione delle entità richiede impegno costante e sincero. Contenuti coerenti, originali e corretti dal punto di vista formale e semantico.

In una social media strategy si deve rispettare la semantica del contesto e rafforzare la propria credibilità:

  • non spammare ovunque
  • adatta il registro linguistico  al target del social network che hai scelto
  • crea contatti
  • renditi davvero utile ai gruppi  di cui fai parte
  • tieniti costantemente aggiornato sui temi che tratti.

Ecco perché penso che per affermare l’entità del tuo sito ci vuole una pratica simile, nei tempi e negli intenti, alla realizzazione di un’identità social.

Sei d’accordo?

 

6 pensieri riguardo “Social SEO: dalle keyword alle entity

  1. A proposito di “non spammare ovunque” non si tratta solo di netiquette perché i social hanno un sistema immunitario digitale, se Facebook e Twitter congelano l’utente temporaneamente di fronte ad una frequenza di post (a prescindere dal contenuto) superiore a X l’ora, LinkedIn in caso di cross-posting aggressivo, ergo quando ripetete lo stesso post su tanti gruppi piazza automaticamente i vostri contributi in automoderazione. Ciò significa che da quel punto in poi l’amministratore di ciascun singolo gruppo deve approvare o meno i vostri interventi, pure qualora si tratti di semplici commenti a post altri, certo può ripristinare, limitatamente al proprio gruppo, la vostra condizione originale, ma deve averne volontà, capacità e tempo.

    1. Grazie Fabrizio per questo commento, integra e arricchisce il post. Personalmente su LinkedIn uso l’opzione “nascondi aggiornamenti dell’utente x” quando lo giudico uno spammatore!

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