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Comunicare è non procrastinare

Pigro come un gatto

Comunicare è Allegria!

Ci deve essere stato un momento in cui i miei pensieri sono diventati prepotenti nei confronti delle mie azioni.
Penso di dover agire in un determinato modo, di dover fare delle scelte, di dover comunicare delle cose. Le immagino, le visualizzo, le vivo e le ripercorro nella mia mente.

E le cristalizzo nel pensiero, senza tradurle in pratica.

Si fanno pesanti come macigni, mi pesano nell’anima, nel cuore, nella mente,  ma soprattutto nel corpo. Perché è una sensazione fisica, che mi spinge a fondo, come ci fosse un vero peso che non mi fa stare a galla, in un mare d’aria soffocante.
Le parole non dette, le telefonate non fatte, le azioni non intraprese, mi affaticano, mi affannano, mi distruggono.
Penso, intuisco il momento, so che dovrei agire in un determinato modo, ma non riesco, non agisco affatto.

Azione è comunicazione, e rimandare l’azione, procrastinare la comunicazione rende il quotidiano un luogo ostile. Spezzare il meccanismo non è semplice, e infatti ne ho già parlato qui.

Mi è già capitato, ho già sperimentato altre volte questa condizione. L’ho spezzata, e si è riaffacciata, è un’alternanza che temo non finirà mai. Per sopravvivere ci navigo attraveso.

E dato che spero di non essere l’unica a lottare col demone del posposto, condivido quel che ho imparato su come combatterlo. Le mie vittorie sono temporanee, ma cicliche. Spero che gli altri siano più costanti di me nella messa in pratica dei buoni consigli. Anzi, dei 10 propositi da mettere in atto per smettere di procrastinare. Mi sembra un termine più adeguato, visto che ci ricasco spesso come chi smette e riprende di fumare. Continua la lettura di Comunicare è non procrastinare

La comunicazione del crimine – Il femminicidio

Le parole sono importanti.

Le-parole-femminicidio

Le parole definiscono i pensieri, le azioni, la società.

Dal 2001, in Italia, esiste nel vocabolario la definizione femminicidio. In inglese, feminicide, esiste dal 1992 (femicide, invece, sin dai primi dell’800). Coniata dalla criminologa Diana Russell, venne riproposta dall’antropologa messicana Marcela Lagarde, per studiare gli omicidi di donne compiuti a Ciudad Juarez, ai confini tra Messico e USA.

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Uomini e donne parlano la stessa lingua?

Un pensiero alle donne nella giornata delle donne

uomini e donne Tutte le cellule del nostro corpo sono sessuate. Dai cromosomi x e y dipende la variazione degli ormoni sessuali, ormoni che agiscono anche sul cervello. Si parla spesso di ricerche sulle differenze tra cervello maschile e femminile. Si sa che l’uomo ce l’ha più grande, ma come per ogni cosa, non è la misura che conta, è l’uso che se ne fa. Continua la lettura di Uomini e donne parlano la stessa lingua?

La Grande Bellezza – qualcosa mi ha disturbato

La Grande Bellezza

Le tre notizie del giorno: Oscar a Sorrentino, crolla Pompei, e la Lukyanova vive d’aria.

Se il nostro agire fosse guidato dalla bellezza saremmo salvi.

La Grande Bellezza è per me salvaguardare Pompei e la Reggia di Caserta, il patrimonio ambientale della Sardegna, il territorio e i paesaggi di un’Italia devastata dall’abusivismo edilizio, dalla mafia e dal malaffare, dalla corruzione, dall’incompetenza e dall’iniquità.

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Ogni cosa è comunicata – 4 tesi sulla comunicazione

Tante informazioni, nessuna informazione. Il rumore in comunicazione.

Non so se capiti anche ad altri. A me spesso. Mi affatico ancora prima di fare una cosa, pensandoci.

È che io non penso a quel che c’è da fare, ma a tutti i dettagli che compongono l’azione. Ed è sfiancante.

i pensieri iniziano al mattino

Alla mattina mi sveglio e penso: “Ora preparo il caffè, e poi passeggiata con il cane, via!

Ma dopo quel “via” con tanto di punto esclamativo – per farmi coraggio – inizia il mio dramma, la mente non si ferma: “Ora mi levo la coperta di dosso, metto le pantofole, in cucina prendo il caffè dal barattolo, se è finito controllo che ci siano le scorte nella credenza in alto a destra, stringo bene la moka, prendo la pettorina e il guinzaglio dal cassetto in basso a sinistra…”

Una serie di pensieri inutili, e se cerco di combatterli mi confondono ancora di più, perché a questi inutili pensieri si affiancano, come nuvolette in un fumetto, altri pensieri che dicono: “Basta, smettila, lo sai già, lo hai già pensato, non c’è bisogno di tradurre in parole il pensiero.”

Ecco, questa cosa mi è capitata anche nell’ultimo periodo, ogni volta che pensavo al nuovo post da scrivere.  E a questa mia sindrome da affaticamento solo col pensiero (solo quando te lo dico iooooo…) si è aggiunta la quantità enorme di idee che mi venivano in mente.

È che, parafrasando il titolo del romanzo di Foer , ogni cosa è comunicata/comunicabile (e comunicanda, ovviamente).

Così, in questi 15 giorni (mi impegno a non far più passare tanto tempo tra un post e l’altro) ogni avvenimento nella mia vita mi sembrava un buono spunto per l’argomento da trattare in questo blog.

Tante scelte, nessuna scelta. La mia mente affollata si è rifiutata di lavorare sull’enorme quantità di pensieri, la maggior pare inutili, che la molestavano. Ho deciso di non combatterla, ma assecondarla come si fa con i pazzi. E, tra tutti, ho scelto quattro temi che mi sembrano degni di una riflessione.  Continua la lettura di Ogni cosa è comunicata – 4 tesi sulla comunicazione