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La comunicazione nella Giornata Della Memoria

Comunicazione sociale e prodotti culturali

La colomba e la memoria

Prima dei social network, quando si parlava di comunicazione sociale si intendevano le Pubblicità Progresso e le Comunicazioni Istituzionali, quelle a cura di qualche Ministero.

Oggi, Giornata della Memoria, ho cercato di guardare ai media attraverso il senso critico della comunicazione sociale, intesa come

 “Strumento di conoscenza e di persuasione utilizzato da soggetti pubblici e privati per coinvolgere la persona (cittadino, consumatore, donatore) e spingerla all’azione, rendendola partecipe dei problemi ma anche delle soluzioni.

Se la comunicazione sociale non è in grado di convincere e provocare una reazione è poco di più di semplice informazione.”

(una definizione tratta dal corso di Comunicazione Pubblica e Sociale dell’Università degli Studi di Milano). Continua la lettura di La comunicazione nella Giornata Della Memoria

Dalla realtà alle teorie: il leader e il gruppo

Scelta di un leader

Quando avevo 17 anni stavo in convitto.

Frequentavo l’ultimo anno di superiori. Non ho mai avuto 18 anni durante la scuola, non ho mai potuto firmarmi da sola le giustificazioni. Non che per me facesse molta differenza: imitavo alla perfezione quella dei miei, sia di mia madre che di mio padre.

E comunque durante il soggiorno in convitto, il libretto per le assenze lo teneva il direttore dell’istituto. Anche se avessi avuto la maggiore età, per regolamento, nessuno studente poteva giustificarsi da sé le assenze da scuola.

Avevo due compagne di stanza. Una scappò in quella accanto, e ci rimase tutto l’anno, dopo appena due settimane di convivenza con me e Manuela. Continua la lettura di Dalla realtà alle teorie: il leader e il gruppo

Io, landa comunicasocial

La timida digitale

Ok, lo ammetto. Sono digitalmente timida.

E per chi comunica è un disastro. Non puoi non esserci su Facebook, non puoi non esserci su Twitter, non puoi non esserci su (scegli un nome social e inseriscilo). E se anche gestisci 20 account aziendali, sei TU il tuo primo prodotto.

Lo so, lo so. Io sono quella che agli albori usava facebook per avere una prima pagina delle notizie personalizzata. Avevo fatto una lista dall’originale titolo “Notizie” e ogni mattina leggevo gli aggiornamenti di quella lista. Poi magari passavo alle ragazze. Le amiche di sempre, molto meno timide di me, che postano in tempo reale ogni uscita. Se perdevo una serata, avevo il reportage la mattina dopo.

Parlo al passato non perché le ragazze siano guarite da questa irrefrenabile voglia di condivisione, ma perché mi sono temporaneamente sospesa da Facebook, e per le notizie uso l’app News Republic.

Perché l’ho fatto? Perché era diventata una prigione: altro che notizie e ragazze, leggevo qualsiasi stupidaggine avessi a tiro. Con il mio primo iPhone ero peggiorata in maniera evidente: consultavo facebook ovunque, in qualsiasi momento. L’oracolo del nulla. E il coinvolgimento emotivo? C’è chi si fidanza su facebook, chi apre gruppi di donne bionde contro le more, chi trova amici, chi solo fregature. Siamo persone dietro i profili, non possiamo sfuggire alle emozioni. Continua la lettura di Io, landa comunicasocial