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Lo scherzo finito male dei The Show

La comunicazione della paura nel mondo del Condivido quindi esisto

Lo “scherzo finito male” è un video dei The Show che sta facendo il giro della rete, ed è un’assurdità. Ho cercato di modificare opinione, o almeno di trovare un modo diplomatico di esprimermi, ma non ci sono riuscita.

Possibile che io sia diventata come il Moige e pensi che le nuove generazioni (ovviamente, mentre lo scrivo, mi faccio il verso imitando una vecchietta, curva e con le guancette infossate – perché io da vecchia m’immagino esattamente come fossi un fumetto di Leo Ortolani) siano state corrotte dalla tecnologia?

Non esistono più i valori di una volta, questi giovinastri che ciattano su fessbuch sono tutti delinquenti! Ai miei tempi sì che si sapeva cosa fosse il rispetto!

Basta Nonna Landa, non ti agitare, che sputazzi quando parli agitata e poi ti vola via la dentiera come l’ultima volta che abbiamo dovuto rincorrere il cane per riprendercela, ed è stata una faticaccia che guarda, eh! Che non si ripeta più. Buona adesso, su.

Non si può incolpare un fumetto o un videogame per gesti assurdi compiuti da ragazzi e adolescenti. Eppure è vero che la comunicazione forma il pensiero, le opinioni, i valori, e quindi la percezione stessa della realtà. E la comunicazione è tutto ciò che si condivide, di sé con gli altri e tra gli altri.

Torno a bomba: due ragazzi milanesi, i The Show, realizzano video che caricano su YouTube. Sulla loro pagina Facebook la descrizione dice: “Esperimenti Sociali, Scherzi e tanto altro. Come reagirà l’italico popolo (laggente) a comportamenti fuori dal comune e ben oltre il limite della demenza?”.

E quale brillante esperimento sociale conducono? Si fingono una gang – volto coperto da maschere bianche e mazze da baseball in mano – con attori complici nelle parti delle vittime, aspettano un’occasione buona, di sera, in posti semideserti, e inseguono i passanti terrorizzandoli, sì, ma per scherzo.

 The Show - Lo scherzo alla Arancia Meccanica Continua la lettura di Lo scherzo finito male dei The Show

A scuola da Skande e Rudy

Un post live, al volo al volo, dall’aula di Web Marketing Area 3.0 di Roma.
A lezione di personal branding con Riccardo Scandellari – detto Skande – e di social media marketing con Rudy Bandiera – detto Rudy Bandiera.

Per condividere un momento e una riflessione.


Comunicare è non procrastinare

Pigro come un gatto

Comunicare è Allegria!

Ci deve essere stato un momento in cui i miei pensieri sono diventati prepotenti nei confronti delle mie azioni.
Penso di dover agire in un determinato modo, di dover fare delle scelte, di dover comunicare delle cose. Le immagino, le visualizzo, le vivo e le ripercorro nella mia mente.

E le cristalizzo nel pensiero, senza tradurle in pratica.

Si fanno pesanti come macigni, mi pesano nell’anima, nel cuore, nella mente,  ma soprattutto nel corpo. Perché è una sensazione fisica, che mi spinge a fondo, come ci fosse un vero peso che non mi fa stare a galla, in un mare d’aria soffocante.
Le parole non dette, le telefonate non fatte, le azioni non intraprese, mi affaticano, mi affannano, mi distruggono.
Penso, intuisco il momento, so che dovrei agire in un determinato modo, ma non riesco, non agisco affatto.

Azione è comunicazione, e rimandare l’azione, procrastinare la comunicazione rende il quotidiano un luogo ostile. Spezzare il meccanismo non è semplice, e infatti ne ho già parlato qui.

Mi è già capitato, ho già sperimentato altre volte questa condizione. L’ho spezzata, e si è riaffacciata, è un’alternanza che temo non finirà mai. Per sopravvivere ci navigo attraveso.

E dato che spero di non essere l’unica a lottare col demone del posposto, condivido quel che ho imparato su come combatterlo. Le mie vittorie sono temporanee, ma cicliche. Spero che gli altri siano più costanti di me nella messa in pratica dei buoni consigli. Anzi, dei 10 propositi da mettere in atto per smettere di procrastinare. Mi sembra un termine più adeguato, visto che ci ricasco spesso come chi smette e riprende di fumare. Continua la lettura di Comunicare è non procrastinare

La Grande Bellezza – qualcosa mi ha disturbato

La Grande Bellezza

Le tre notizie del giorno: Oscar a Sorrentino, crolla Pompei, e la Lukyanova vive d’aria.

Se il nostro agire fosse guidato dalla bellezza saremmo salvi.

La Grande Bellezza è per me salvaguardare Pompei e la Reggia di Caserta, il patrimonio ambientale della Sardegna, il territorio e i paesaggi di un’Italia devastata dall’abusivismo edilizio, dalla mafia e dal malaffare, dalla corruzione, dall’incompetenza e dall’iniquità.

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Festival di Sanremo: la bellezza e Barilla

Ieri ho visto il Festival di Sanremo.

In realtà giocavo con Farm Heroes Saga, ma poi c’è stato il monologo di Luciana Littizzetto sulla bellezza, e il flash mob introdotto da uno sketch ingegnoso

(il finto spettatore ribelle che si lamenta dalla poltrona e appena gli danno un microfono si mette a cantare perché “Questo è un festival di musica, bisogna cantare, e allora cantiamo!!!” Diciamocelo, ce l’hanno fatta sotto il naso prendendoci/si in giro con i nostri stessi mezzi, noi che gridiamo: “In TV è tutto costruito!!!”)

e Renzo Arbore

(le battute erano vecchie, è vero, le canzoni ancora di più, ma quelle canzoni, al contrario delle battute, più le ascolti più sono belle)

Concerto Rice Roma 2007e Damien Rice (oooh… mon amour….)

In questa pessima immagine del 2007 che mostro per pura vanteria, io e il percussionista Brendan Buckley. Ne ho anche una bellissima, color arancio crodino, sacattata con un Nokia, con Joel Shearer che mi stringe la mano, mentre io sono piegata in maniera innaturale, ho la bocca spalancata e insomma sembro il nano di Twin Peaks.

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