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Lo scherzo finito male dei The Show

La comunicazione della paura nel mondo del Condivido quindi esisto

Lo “scherzo finito male” è un video dei The Show che sta facendo il giro della rete, ed è un’assurdità. Ho cercato di modificare opinione, o almeno di trovare un modo diplomatico di esprimermi, ma non ci sono riuscita.

Possibile che io sia diventata come il Moige e pensi che le nuove generazioni (ovviamente, mentre lo scrivo, mi faccio il verso imitando una vecchietta, curva e con le guancette infossate – perché io da vecchia m’immagino esattamente come fossi un fumetto di Leo Ortolani) siano state corrotte dalla tecnologia?

Non esistono più i valori di una volta, questi giovinastri che ciattano su fessbuch sono tutti delinquenti! Ai miei tempi sì che si sapeva cosa fosse il rispetto!

Basta Nonna Landa, non ti agitare, che sputazzi quando parli agitata e poi ti vola via la dentiera come l’ultima volta che abbiamo dovuto rincorrere il cane per riprendercela, ed è stata una faticaccia che guarda, eh! Che non si ripeta più. Buona adesso, su.

Non si può incolpare un fumetto o un videogame per gesti assurdi compiuti da ragazzi e adolescenti. Eppure è vero che la comunicazione forma il pensiero, le opinioni, i valori, e quindi la percezione stessa della realtà. E la comunicazione è tutto ciò che si condivide, di sé con gli altri e tra gli altri.

Torno a bomba: due ragazzi milanesi, i The Show, realizzano video che caricano su YouTube. Sulla loro pagina Facebook la descrizione dice: “Esperimenti Sociali, Scherzi e tanto altro. Come reagirà l’italico popolo (laggente) a comportamenti fuori dal comune e ben oltre il limite della demenza?”.

E quale brillante esperimento sociale conducono? Si fingono una gang – volto coperto da maschere bianche e mazze da baseball in mano – con attori complici nelle parti delle vittime, aspettano un’occasione buona, di sera, in posti semideserti, e inseguono i passanti terrorizzandoli, sì, ma per scherzo.

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Intervista a Enrico Sanseverino di PostFarm

postfarm fanpage

Introduzione a Post Farm

Conosci la striscia a fumetti di PostFarm? Una striscia all’avanguardia di Sanseverino e Repetti, dai valori universali. Toni disincantati, cinici, ironici, per rappresentare la società postmoderna.

Intervista a Enrico Sanseverino, autore dei testi di PostFarm, disegnata dal socio Alberto Repetti.

Enrico, napoletano, è un uomo dallo humour tagliente e dalla simpatia contagiosa. Un non nativo digitale che ripone molta fiducia nelle possibilità offerte dalla tecnologia alla generazione millennial.

L’ho intervistato tramite chat. Sopra ogni mia domanda, vedete la mia faccia, le risposte sono di Enrico. E anche lui ci mette la faccia.

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Post Farm – La striscia

Storia di un successo del self publishing digitale

postfarm fumetto

PostFarm – La Striscia è un fumetto sulla società postmoderna, nato dall’incontro digitale tra Alberto Repetti, ai disegni, e Enrico Sanseverino, ai testi. Il duo si è conosciuto su Facebook parlando di quadri. L’idea di una striscia a fumetti nasce in chat, tra una chiacchierata sull’arte e una battuta sull’ultima notizia.

Postfarm è una fattoria. Il ricco e malvagio signor Fleer, nominato ma mai visto, ne è il proprietario.
Nella fattoria vivono e interagiscono vari animali:

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Hanno ammazzato Facebook, Facebook è vivo

Facebook è morto?

 

Durante questo Febbraio 2014 Facebook sta risorgendo. O forse sono gli ultimi rantoli prima di spirare. Ma rantoli belli lunghi tipo le parodie delle scene di morte nei film.

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Io, landa comunicasocial

La timida digitale

Ok, lo ammetto. Sono digitalmente timida.

E per chi comunica è un disastro. Non puoi non esserci su Facebook, non puoi non esserci su Twitter, non puoi non esserci su (scegli un nome social e inseriscilo). E se anche gestisci 20 account aziendali, sei TU il tuo primo prodotto.

Lo so, lo so. Io sono quella che agli albori usava facebook per avere una prima pagina delle notizie personalizzata. Avevo fatto una lista dall’originale titolo “Notizie” e ogni mattina leggevo gli aggiornamenti di quella lista. Poi magari passavo alle ragazze. Le amiche di sempre, molto meno timide di me, che postano in tempo reale ogni uscita. Se perdevo una serata, avevo il reportage la mattina dopo.

Parlo al passato non perché le ragazze siano guarite da questa irrefrenabile voglia di condivisione, ma perché mi sono temporaneamente sospesa da Facebook, e per le notizie uso l’app News Republic.

Perché l’ho fatto? Perché era diventata una prigione: altro che notizie e ragazze, leggevo qualsiasi stupidaggine avessi a tiro. Con il mio primo iPhone ero peggiorata in maniera evidente: consultavo facebook ovunque, in qualsiasi momento. L’oracolo del nulla. E il coinvolgimento emotivo? C’è chi si fidanza su facebook, chi apre gruppi di donne bionde contro le more, chi trova amici, chi solo fregature. Siamo persone dietro i profili, non possiamo sfuggire alle emozioni. Continua la lettura di Io, landa comunicasocial