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La Grande Bellezza – qualcosa mi ha disturbato

La Grande Bellezza

Le tre notizie del giorno: Oscar a Sorrentino, crolla Pompei, e la Lukyanova vive d’aria.

Se il nostro agire fosse guidato dalla bellezza saremmo salvi.

La Grande Bellezza è per me salvaguardare Pompei e la Reggia di Caserta, il patrimonio ambientale della Sardegna, il territorio e i paesaggi di un’Italia devastata dall’abusivismo edilizio, dalla mafia e dal malaffare, dalla corruzione, dall’incompetenza e dall’iniquità.

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Festival di Sanremo: la bellezza e Barilla

Ieri ho visto il Festival di Sanremo.

In realtà giocavo con Farm Heroes Saga, ma poi c’è stato il monologo di Luciana Littizzetto sulla bellezza, e il flash mob introdotto da uno sketch ingegnoso

(il finto spettatore ribelle che si lamenta dalla poltrona e appena gli danno un microfono si mette a cantare perché “Questo è un festival di musica, bisogna cantare, e allora cantiamo!!!” Diciamocelo, ce l’hanno fatta sotto il naso prendendoci/si in giro con i nostri stessi mezzi, noi che gridiamo: “In TV è tutto costruito!!!”)

e Renzo Arbore

(le battute erano vecchie, è vero, le canzoni ancora di più, ma quelle canzoni, al contrario delle battute, più le ascolti più sono belle)

Concerto Rice Roma 2007e Damien Rice (oooh… mon amour….)

In questa pessima immagine del 2007 che mostro per pura vanteria, io e il percussionista Brendan Buckley. Ne ho anche una bellissima, color arancio crodino, sacattata con un Nokia, con Joel Shearer che mi stringe la mano, mentre io sono piegata in maniera innaturale, ho la bocca spalancata e insomma sembro il nano di Twin Peaks.

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Ogni cosa è comunicata – 4 tesi sulla comunicazione

Tante informazioni, nessuna informazione. Il rumore in comunicazione.

Non so se capiti anche ad altri. A me spesso. Mi affatico ancora prima di fare una cosa, pensandoci.

È che io non penso a quel che c’è da fare, ma a tutti i dettagli che compongono l’azione. Ed è sfiancante.

i pensieri iniziano al mattino

Alla mattina mi sveglio e penso: “Ora preparo il caffè, e poi passeggiata con il cane, via!

Ma dopo quel “via” con tanto di punto esclamativo – per farmi coraggio – inizia il mio dramma, la mente non si ferma: “Ora mi levo la coperta di dosso, metto le pantofole, in cucina prendo il caffè dal barattolo, se è finito controllo che ci siano le scorte nella credenza in alto a destra, stringo bene la moka, prendo la pettorina e il guinzaglio dal cassetto in basso a sinistra…”

Una serie di pensieri inutili, e se cerco di combatterli mi confondono ancora di più, perché a questi inutili pensieri si affiancano, come nuvolette in un fumetto, altri pensieri che dicono: “Basta, smettila, lo sai già, lo hai già pensato, non c’è bisogno di tradurre in parole il pensiero.”

Ecco, questa cosa mi è capitata anche nell’ultimo periodo, ogni volta che pensavo al nuovo post da scrivere.  E a questa mia sindrome da affaticamento solo col pensiero (solo quando te lo dico iooooo…) si è aggiunta la quantità enorme di idee che mi venivano in mente.

È che, parafrasando il titolo del romanzo di Foer , ogni cosa è comunicata/comunicabile (e comunicanda, ovviamente).

Così, in questi 15 giorni (mi impegno a non far più passare tanto tempo tra un post e l’altro) ogni avvenimento nella mia vita mi sembrava un buono spunto per l’argomento da trattare in questo blog.

Tante scelte, nessuna scelta. La mia mente affollata si è rifiutata di lavorare sull’enorme quantità di pensieri, la maggior pare inutili, che la molestavano. Ho deciso di non combatterla, ma assecondarla come si fa con i pazzi. E, tra tutti, ho scelto quattro temi che mi sembrano degni di una riflessione.  Continua la lettura di Ogni cosa è comunicata – 4 tesi sulla comunicazione

La comunicazione nella Giornata Della Memoria

Comunicazione sociale e prodotti culturali

La colomba e la memoria

Prima dei social network, quando si parlava di comunicazione sociale si intendevano le Pubblicità Progresso e le Comunicazioni Istituzionali, quelle a cura di qualche Ministero.

Oggi, Giornata della Memoria, ho cercato di guardare ai media attraverso il senso critico della comunicazione sociale, intesa come

 “Strumento di conoscenza e di persuasione utilizzato da soggetti pubblici e privati per coinvolgere la persona (cittadino, consumatore, donatore) e spingerla all’azione, rendendola partecipe dei problemi ma anche delle soluzioni.

Se la comunicazione sociale non è in grado di convincere e provocare una reazione è poco di più di semplice informazione.”

(una definizione tratta dal corso di Comunicazione Pubblica e Sociale dell’Università degli Studi di Milano). Continua la lettura di La comunicazione nella Giornata Della Memoria

Dalla realtà alle teorie: il leader e il gruppo

Scelta di un leader

Quando avevo 17 anni stavo in convitto.

Frequentavo l’ultimo anno di superiori. Non ho mai avuto 18 anni durante la scuola, non ho mai potuto firmarmi da sola le giustificazioni. Non che per me facesse molta differenza: imitavo alla perfezione quella dei miei, sia di mia madre che di mio padre.

E comunque durante il soggiorno in convitto, il libretto per le assenze lo teneva il direttore dell’istituto. Anche se avessi avuto la maggiore età, per regolamento, nessuno studente poteva giustificarsi da sé le assenze da scuola.

Avevo due compagne di stanza. Una scappò in quella accanto, e ci rimase tutto l’anno, dopo appena due settimane di convivenza con me e Manuela. Continua la lettura di Dalla realtà alle teorie: il leader e il gruppo