Uomini e donne parlano la stessa lingua?

Share

Un pensiero alle donne nella giornata delle donne

uomini e donne Tutte le cellule del nostro corpo sono sessuate. Dai cromosomi x e y dipende la variazione degli ormoni sessuali, ormoni che agiscono anche sul cervello. Si parla spesso di ricerche sulle differenze tra cervello maschile e femminile. Si sa che l’uomo ce l’ha più grande, ma come per ogni cosa, non è la misura che conta, è l’uso che se ne fa. E si sa anche che le donne attivano più aree del cervello e maggiori interconnessioni quando sviluppano un ragionamento, rispetto agli uomini. Test scientifici sulle funzioni del linguaggio mostrano che, mediamente, in una donna che parla o ascolta, il cervello si accende in modo più simmetrico rispetto a quello maschile. Questa diversità fa sì che le donne non abbiano lo stesso senso dell’orientamento degli uomini, ma che siano più in gamba a memorizzare oggetti, trovare sinonimi e parole con la stessa iniziale.

Del tipo che non sanno come arrivare al centro commerciale, ma si ricordano tutte le scarpe/calzature/gambali che erano in vetrina venerdì ventuno.

Si dice anche che la voce femminile provoca stanchezza nel cervello dell’uomo, e così gli uomini hanno una scusa biologica per la loro disattenzione.

Linguaggio maschile vs Linguaggio femminile

Non si può sottovalutare, però, il fattore socioculturale. L’ambiente che ci circonda. L’educazione all’ascolto e alla comprensione. A volte penso che essere cresciuta con due fratelli abbia accentuato la mia parte maschile. Poi parlo con il mio compagno e mi rassicuro, ché quella femminile è comunque predominante. Mi è capitato un po’ come quando ci si trasferisce, e l’accento della propria città di origine si ammorbidisce: sei straniero in entrambe le città. Così mi sento quando osservo come si sviluppa il mio pensiero, e di conseguenza il mio linguaggio. Troppo maschile per alcune donne, ancora troppo femminile per molti uomini.

In ogni caso è con le donne che mi capisco meglio. Perché parliamo più a lungo, ripetiamo gli stessi concetti più volte.

Il punto credo sia questo: esiste un qualcosa da comunicare, qualcosa che è nel nostro cervello e si deve tradurre in parole. Già a questo punto il messaggio è leggermente distorto, perché è stato codificato una prima volta. Poi arriva al destinatario, che lo decodifica, aggiungendoci tutto il suo bagaglio culturale e ciò che ha recepito dalla comunicazione non verbale. La risposta del destinatario è un nuovo messaggio ma anche un feed back al primo messaggio. Che, a questo punto, subisce quindi un’ulteriore de-codifica: diventa ciò che il primo interlocutore pensa che il secondo interlocutore abbia compreso del suo messaggio. Quindi sì, passo anche un’ora al telefono con la mia amica Emanuela – non Manuela – e so che è tanto tempo. Ma scorre veloce, perché è bello capirsi.

Share